Il Movimento europeo azione non violente incentrerà l’incontro di oggi sui “Patti di azione nonviolenta”, accordi di natura para-contrattuale fra enti locali, con i quali le parti concordano tutto ciò che è necessario per la cura dei beni comuni urbani e locali, la difesa della popolazione civile e la messa in sicurezza delle strutture principali del welfare municipale e dell’economia locale

 

 

Un viaggio lungo un giorno. Angelo Moretti, Marianella Sclavi, Marco Bentivogli e Riccardo Bonacina, portavoce e coordinamento del MEAN-Movimento Europeo di Azione Nonviolenta hanno varcato il confine polacco-ucraino di Medyka e sono nuovamente in Ucraina.
Destinazione, Leopoli, dove incontreranno circa venticinque sindaci dell’oblast’ omonimo per concordare con loro i “Patti di azione nonviolenta” per la difesa nonviolenta del popolo ucraino e la futura ricostruzione.
Con il MEAN, anche Gregorio Arena, fondatore di Labsus; don Giacomo Panizza, Progetto sud, Simone Feder, psicologo della Comunità “Casa del Giovane” di Pavia; Marcello Bedeschi, coordinatore nazionale dei direttori e segretari delle Anci regionali; Vania Trolese, vicesindaca di Camponogara (Venezia); Giuseppe Nobile, sindaco di Castel di Lucio; Matteo Montanari, sindaco di Medicina; Irene Salieri, assessora ai Diritti umani e alla pace del Comune di Mira; Domenico Ruffino, sindaco di Pettineo.

 

Obiettivo del quarto viaggio del MEAN è l’incontro con le sindache e i sindaci ucraini ai quali innanzitutto stringere le mani e portare l’abbraccio dei sindaci e della società civile italiani. Il tavolo di lavoro del 25 ottobre il MEAN lo incentrerà sui “Patti di azione nonviolenta”, accordi di natura para-contrattuale fra enti locali, con i quali le parti concordano tutto ciò che è necessario per la cura dei beni comuni urbani e locali, la difesa della popolazione civile e la messa in sicurezza delle strutture principali del welfare municipale e dell’economia locale.
Grazie in particolare alla expertise di Labsus-Laboratorio per la sussidiarietà di Gregorio Arena, infatti, i patti saranno uno strumenti grazie al quale i comuni italiani offriranno aiuti concreti alle città ucraine colpite dalla aggressione russa in termini di aiuti umanitari, ripresa economica, assistenza nella formazione scolastica e nell’occupazione giovanile, progetti di turismo responsabile e di scambi culturali, sostegno reciproco nella definizione dei sistemi di contrasto alla corruzione, accoglienza degli sfollati nei comuni italiani, in particolare nei piccoli comuni del welcome che già con i summer camp di questa estate hanno accolto mamme ucraine con i loro figli.

Arrivati a Cracovia da diverse provenienze, chi due chi tre voli in viaggio dall’alba, il gruppo finalmente ricomposto è partito per Leopoli. Nel tragitto in pullman l’approfondimento della conoscenza, lo scambio delle prime impressioni, la condivisione del “viaggio desiderato”, perché ognuno mette gambe e speranze guardando alla sofferenza delle persone che in Ucraina si incontreranno.
«Lungo il viaggio, si condivide, ci si racconta», ci dice Vania Trolese, vicesindaca di Camponogara (Venezia) che è in Ucraina insieme alla delegazione proveniente dal Brenta, e aggiunge «Straordinari, i compagni di viaggio: chi ha conosciuto Giorgio La Pira (il suo spirito è con noi), chi progetta per liberare nuove energie per i comuni e le comunità con gli abitanti protagonisti nel creare spazi di democrazia; creare occasioni di incontro e scambio perché la guerra non conquisti i cervelli; avere i piedi per terra per affrontare i problemi di oggi ma con lo sguardo lungo, attento, lungimirante per la realizzazione di una democrazia partecipata, reale, giusta. In questo pullman, insomma, siamo persone “del fare”».
Qualche fila dietro a lei, i due sindaci provenienti dalla Sicilia: «Dopo circa venti ore, tre voli in aereo, un viaggio in pullman, il passaggio a piedi del confine e più di un’altra ora sul minivan attraversando strade deserte per il coprifuoco, finalmente siamo a Leopoli. Adesso cercherò di addormentarmi con un ultimo pensiero a questo popolo cui la guerra ha stravolto la vita. Spero nel mio piccolo di poter fare qualcosa di concreto per aiutarli», dice con un soffio di voce e gli occhi un po’ stanchi Domenico Ruffino, sindaco di Pettineo (Messina)
A sera inoltrata, Marcello Bedeschi condivide, sottovoce e con commozione elegante, l’ultimo pensiero «La cosa che colpisce è l’affetto che dimostra la poca gente che si incontra. Hanno bisogno di solidarietà e di un aiuto che apre alla speranza e al futuro. La cosa che mi colpisce è il buio dovuto agli oscuramenti vi sono pochi giovani poiché tutti militari ma molti bambini, ragazzi e anziani. La guerra è una brutta bestia».

Al tavolo, per “I Patti di Leopoli del 25 ottobre” circa ottanta persone complessivamente, una intera giornata di lavoro articolata in assemblea plenaria, incontro B2B e network.
Previsti gli interventi di Angelo Moretti, portavoce del MEAN; Ihor Torskyi, Fondatore di Action for Ukraine BF; Marianella Sclavi, esperta internazionale di risoluzione dei conflitti e portavoce del MEAN; Violetta Yanyshevska, presidente della ONG “Associazione ucraina del turismo medico”; Marcello Bedeschi, Coordinatore Nazionale Direttori Regionali e Segretari ANCI–Associazione Nazionale Comuni Italiani; Gregorio Arena, fondatore di Labsus.
Seguiremo i lavori e vi aggiorneremo.


Tutte le foto sono di Luca Daniele

it_ITItalian