La marcia non violenta è stata autorizzata!

𝐋’𝟏𝟏 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐪𝐮𝐢 𝐚 𝐊𝐢𝐞𝐯 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞𝐚𝐝𝐞𝐫 𝐝𝐞𝐢 𝐧𝐞𝐠𝐨𝐳𝐢𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 𝐔𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨
𝑞𝑢𝑎𝑟𝑡𝑜 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜
Delicati, intensi, entusiasmanti, di apertura e rilancio: gli scambi di due ore e mezzo di dialogo che martedì sera (14 giugno) abbiamo avuto con dieci associazioni e venti ragazze e ragazzi della società civile ucraina in questo secondo viaggio in Ucraina sono stati così. Giovani registi, studenti, attivisti della resistenza, operatori di pronto soccorso, avvocati ci hanno parlato del desiderio di tornare a vivere, delle loro paure e della loro piena consapevolezza (e speranza) che il futuro dell’Ucraina si possa “rigenerare solo nella pace”
Mercoledì mattina, invece, l’amministrazione comunale di Kiev, Vicesindaca Konda in testa, ci ha ricevuto con i crismi di una delegazione diplomatica, riconoscendo alla società civile europea che rappresentavamo uno status di interlocutore istituzionale. 𝐀𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝟏𝟏 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨, 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐥𝐚 𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐛𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐝𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐞𝐝 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐢𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐚̀ 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝟏𝟓𝟎 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐄𝐀𝐍 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐞 𝐮𝐜𝐫𝐚𝐢𝐧𝐚 𝐞 𝐥’𝐀𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐊𝐢𝐞𝐯 𝐜𝐢 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
L’idea è anche quella di creare gruppi di lavoro perché ogni europeo stringa rapporti di amicizia singolarmente con gli ucraini presenti, in una relazione personale costruita. Nei gruppi di lavoro parleremo di come mettere in salvo i bambini, le opere museali aggredite, i sofferenti psichici, come innovare i sistemi di soccorso e parleremo di come si potrebbe costruire un processo di pacificazione.
E soprattutto di altri due impegni strategici in questo momento: 𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐢 𝐠𝐞𝐦𝐞𝐥𝐥𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐭𝐫𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢.
𝐋’𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐢 𝐡𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐧𝐢𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝟕𝟖 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞, 𝟐𝟎 𝐧𝐮𝐜𝐥𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐢, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐯𝐞𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐞𝐝 𝐨𝐫𝐟𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐝𝐮𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐨𝐬𝐩𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐖𝐞𝐥𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐞, la partenza di questo primo gruppo è prevista per fine giugno, poi ce ne sarà un’altra a fine luglio.
Per i gemellaggi tra città europee e ucraine, il Comune di Kiev, che ha anche la presidenza dell’associazione dei comuni ucraini, si è detto estremamente interessato e nei prossimi giorni seguiranno dei passi formali.
Nella serata – grazie all’azione diplomatica di Gloria Mascellani, consacrata del movimento dei Focolari di Kiev e alla capacità di mediazione linguistica di Tatyana Shyshnyak, una “beneventana di Dontesk” – abbiamo incontrato il Vescovo ausiliare di Kiev, padre Alexander, con il Nunzio Apostolico Visvaldas Kulbokas, con l’ambasciatore italiano Zazo, che abbiamo informato della nostra iniziativa, e con l’ambasciatrice croata, Anicia Djamic, con il procuratore di Kiev.
La Delegazione del MEAN Movimento Europeo Azione Nonviolenta, con Marianella Sclavi che, da esperta in mediazione dei conflitti, ha tessuto relazioni e dialogo, ed Erminio Fonzo, ricercatore di storia all’Università degli Studi di Salerno, che ha raccolto dati e informazioni come oggetto di studio e racconto, ha ricevuto endorsement a perseguire nell’intento di un ponte tra le due società civili per chiedere all’Europa di essere leader della pace.
Nell’incontro con lui, abbiamo informato l’ambasciatore italiano in Ucraina, 𝐏𝐢𝐞𝐫 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐙𝐚𝐳𝐨, della organizzazione della manifestazione dell’11 luglio.
Da queste due giornate e dalla visita a piazza Maidan, raccontata da Igor che era nella piazza in quei giorni del novembre 2013 quando gli ucraini hanno lottato per il futuro di entrare nell’Unione Europea, siamo. ancora più consapevoli dell’urgenza di non dover lasciare soli gli ucraini al loro destino, perché da Maidan riprende e dipende il destino dell’Europa.
Per partecipare alla marcia a Kiev dell’11 luglio:

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