Guerra in Ucraina: EUcraina e Mean, incontro a Kyiv con la società civile. “Sì all’entrata in Ue e alla creazione di corpi civili di pace europei”

di sir – Agenzia d’informazione

Sostegno alla difesa dell’Ucraina e alla sua entrata nell’Unione europea, creazione di una difesa europea e istituzione dei corpi civili di pace europei: sono i temi al centro di un incontro che si è svolto ieri a Kyiv promosso dalle associazioni italiane EUcraina e Mean e dal Congresso ucraino delle autonomie territoriali. Trasmessa dalla rete televisiva Ukrinform, alla tavola rotonda sono intervenuti candidati italiani al parlamento europeo ed esponenti della società civile ucraina, tra cui alcuni ex prigionieri di guerra ucraini. Dopo i saluti iniziali di Angelo Moretti, portavoce dell’associazione Mean – si legge in un comunicato degli organizzatori – hanno preso la parola tre veterani dell’esercito ucraino. Maksim Polupanov, Danilo Kravez e Sergej Levchenko hanno raccontato la propria prigionia in mano russa dopo l’invasione dell’Ucraina del febbraio 2022. I tre ex prigionieri di guerra hanno descritto la detenzione con dettagli sulle torture subite, dall’uso di elettricità alle aggressioni fisiche, alle condizioni disumane delle celle, che predisponevano i prigionieri a epidemie e malattie. L’incontro è continuato con gli interventi di esponenti della società politica e civile ucraina e via zoom hanno preso la parola alcuni dei candidati al parlamento europeo di diversi schieramenti che hanno accettato di sottoscrivere l’appello promosso da EUcraina e Mean.  Nel suo intervento conclusivo, Angelo Moretti ha parlato della proposta di istituire i corpi civili europei di pace: “Si tratterebbe di un modo innovativo di difendere l’Europa, sia per gli europei che per gli ucraini, che già oggi consideriamo parte integrante dell’Europa”. Giovanni Kessler, presidente di EUcraina, ha invece focalizzato l’attenzione sul processo di adesione in Ue. “L’Ucraina – ha detto – si merita l’ingresso nell’Unione europea già dal 2014, quando centinaia di persone sono state uccise a Kyiv per essere scese in piazza a difendere la scelta europea dell’Ucraina. Oggi l’Ucraina combatte per la sua sicurezza e quella dell’Ue, quindi l’accesso all’Unione non è un favore ma un diritto che l’Ucraina si è già guadagnata”.

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