O tiriamo le conseguenze che si impongono e rafforziamo la nostra presenza – mandato dei caschi blu, presa di posizione netta di fronte agli aggressori – e, in fin dei conti, rifiutiamo di essere complici della strategia di epurazione e di omogeneizzazione della popolazione della Bosnia, oppure cediamo al ricatto intollerabile delle forze serbo-bosniache, ritirandoci dalla Bosnia ed infliggendo così alle Nazioni Unite la loro più grande umiliazione proprio mentre si celebra il cinquantenario della fondazione dell’ONU. 

Oggi più che mai in passato dobbiamo armarci di dignità e di valori. E soprattutto ripetere quel “mai più” che risuona in tutta Europa dalla fine della seconda guerra mondiale.

Oggi più che mai in passato dobbiamo difenderci, in Bosnia, contro coloro che spingono all’epurazione etnica e religiosa come ideale politico e lo impongono perpetrando crimini contro l’umanità.

Se la situazione attuale è il risultato delle politiche disordinate, rinunciatarie e contraddittorie dei nostri governi, l’Unione europea in quanto tale è rimasta muta, impotente, assente.

Bisogna che l’Europa testimoni e agisca!

Bisogna che grazie all’Europa l’integrità del territorio bosniaco e la sicurezza delle sue frontiere siano finalmente garantite. Ma ciò non è, non è più sufficiente. Per recuperare un credito assai largamente consumato, l’Unione europea deve oggi dar prova di un coraggio e un’immaginazione politica senza precedenti nella sua storia. L’Europa può farlo, l’Europa deve farlo. Lo deve tanto ai bosniaci quanto a se stessa. Perché ciò è condizione della sua rinascita 


Alex Langer, europarlamentare e pacifista
Appello di Langer lanciato a Tuzla nel 1995

14 e 15 ottobre 2023

Due giorni in Ucraina per far trionfare la vita contro la morte!

14 OTTOBRE 2023 – PREGHIERA INTERRELIGIOSA

15 OTTOBRE 2023 – CONFERENZA

Se l’Ucraina perde è tutta l’Europa che perde – video di ONLINE.UA

14 OTTOBRE 2023 - Giornata internazionale e interreligiosa per l’Ucraina

Preghiera Universale per la Fratellanza e la Pace

Leopoli: Aula Magna del Seminario Greco cattolico
Kiev: Piazza San Michele

Di fronte al perdurare della sanguinosa invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa e nell’attuale impasse della diplomazia mondiale nella ricerca di una soluzione pacifica per porre fin al conflitto armato, condotto da una potenza nucleare, la società civile europea ed ucraina, i rappresentanti di diverse chiese e diverse fedi, cristiana, islamica, ebraica, induista, si danno appuntamento al Seminario Greco Cattolico di Leopoli e a Piazza San Michele a Kiev il 14 ottobre 2023 per una giornata di digiuno, riflessione e preghiera per invocare la pace e sostenere con la propria vicinanza fisica e spirituale il popolo aggredito dell’Ucraina.

Sappiamo di non poter fermare la guerra con le nostre mani, ma potremmo unire i nostri cuori per la pace, sulla terra martoriata dell’Ucraina, nel cuore fisico e spirituale dell’Europa, Leopoli, dove nei secoli si sono incontrate ed hanno dialogate tutte le fedi. All’abbraccio di Leopoli si unirà l’abbraccio virtuale di tutti i popoli che in Europa vorranno testimoniare i loro sentimenti di fraternità al popolo ucraino e che in quello stesso giorno si uniranno alla giornata di digiuno e preghiera.

15 OTTOBRE 2023 - Il destino dell'Europa passa per Kiev!

Conferenza Europea per l’istituzione dei Corpi Civili di Pace

Leopoli: Palazzo dell’Oblast
Kiev: Parlamento Ucraino

Nella Giornata del 15 ottobre 2023, presso la sede dell’Oblast di Leopoli, la società civile europea ed ucraina, con la presenza di europarlamentari e di parlamentari ucraini, discuteranno della necessaria ed urgente istituzione dei Corpi Civili di Pace Europei. Dagli eccidi di Sarajevo degli anni ’90 all’aggressione a Kiev dei nostri giorni riteniamo non più procrastinabile per l’Unione Europea dotarsi di una propria indipendente, istituzionale e competente forza di pace, impegnata nella prevenzione dei conflitti armati e nei processi di risoluzione negoziale degli stessi.

Come esponenti di una società civile europea che si colloca decisamente al fianco del popolo ucraino, nel mezzo di una aggressione che punta a terrorizzare i civili ed a sottomettere un intero popolo ai voleri di una superpotenza atomica, riteniamo che ogni reiterazione di appelli alla ripresa dei negoziati per essere credibile debba accompagnarsi a una concreta capacità di implementazione.

La storia della indipendenza Ucraina, dal 1991 ad oggi, è costellata da patti e accordi rimasti sulla carta che non hanno impedito il protrarsi delle violenze, per questo pensiamo sia inutile ridurre il discorso alla dicotomia, rassicurante solo per il dibattitto mediatico, pace/guerra, armi o non armi, serve un pensiero maggiormente critico e creativo nello scenario in corso, non solo in Ucraina ma in tutti i conflitti in corso in cui l’Europa è coinvolta.

Riteniamo vitale, invece, che tutto il movimento pacifista unitariamente, accanto alle battaglie e campagne per il disarmo e la non proliferazione nucleare, si mobiliti urgentemente oggi affinché il Consiglio Europeo decida finalmente la istituzione di autentici Corpi Civili di Pace Europei, dotati di tutti gli strumenti e mezzi che ne assicurino l’autorevolezza e la forza necessarie per adempiere la loro missione. La Conferenza intendiamo innanzitutto dare voce agli operatori che in questi decenni hanno fatto esperienze di ricostruzione e risanamento nelle zone di crisi, sia di guerra che di disastro urbano.

Con questi auspici convochiamo di concerto con la società civile ucraina, una “Conferenza Europea sui criteri per la istituzione e per la operatività dei Corpi Civili di Pace Europei” con protagonisti i costruttori di pace sia istituzionali che non governativi (come del resto era nelle intenzioni di Alex Langer) con esperienze significative sul campo.

La scelta di una città ucraina come sede di un tale evento, così come la presidenza stessa della iniziativa in mano alla Verhovna Rada, il parlamento ucraino, ed ai leader della società civile ucraina, sono anche simbolicamente un riconoscimento che con la propria lotta e la propria vita questo popolo ha già conquistato il titolo di primus inter pares nella famiglia europea.

Si tratta di osare pensare a livello europeo ad un organismo sulla gestione costruttiva dei conflitti come necessario complemento e pari dignità del corpo militare previsto dalla “Bussola” approvata dai ministri della difesa dei Paesi Ue nel marzo 2022 e che prevede entro il 2025 una forza di 5000 militari per il pronto intervento. Si tratta, per le istituzioni europee di riconoscere che come tutti i cambiamenti sistemici, anche questo, deve trovare fonte e impulso nelle dinamiche della società civile e in nuove forme di dialogo fra società civile e rappresentanze politiche.

ENDORSEMENTS

Fondazione Beresheet LaShalom per educare al dialogo – Galilea, Israele

Ecumenical Patriarchate Representative

Partecipazione di mons.Francesco Savino vicepresidente della Cei alla manifestazione del Mean in Ucraina

Mieczyslaw Mokrzycki
ARCHIEPISCOPUS METROPOLITA LEOPOLIENSIS LATINORUM

In Ucraina con gli ucraini e l’arma dei forti, la nonviolenza

di Marianella Sclavi su VITAL'iniziativa che ha l'acronimo MEAN (Movimento...

Riunione organizzativa di Per un Nuovo Welfare sul progetto MEAN

Il Movimento Europeo di Azione Nonviolenta è un progetto promosso...

«La non violenza attiva». Non possiamo non essere e non dirci europei pacifisti

Caro direttore, il pacifismo vive da sempre la sfida della...

Moretti su Avvenire: “Questa pace ci riguarda. Il Ministro Di Maio ci convochi”.

Il dolore e lo sconcerto del popolo ucraino riguarda tutti...