Da Kyjiv a BruxellesIl lungo percorso per creare i Corpi civili di pace europei

di  Lidia Baratta su Linkiesta

Il Movimento europeo di azione non violenta ha radunato nella capitale ucraina deputati, esperti e sindaci. E ora punta a elaborare una proposta di legge per chiedere agli eurodeputati di inserirla nei programmi elettorali per il 2024

 

Chiedere la costituzione dei Corpi civili di pace europei, partendo proprio dalla capitale di un Paese in guerra da oltre seicento giorni. Mentre a Est l’esercito ucraino combatte contro l’aggressore russo, da Kyjiv il Movimento europeo di azione non violenta (Mean), organismo che raggruppa trentacinque organizzazioni italiane – dall’Associazione cattolica all’Anci – ha avviato l’iter per elaborare una proposta di legge da presentare a Bruxelles. E in poche ore, la proposta è già rimbalzata dall’Ucraina alla plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo. Con l’obiettivo di calendarizzare al più presto il dibattito per chiedere poi agli eurodeputati di inserire la proposta nei programmi elettorali in vista delle elezioni del 2024.

«Partiamo da Kyjiv perché oggi non c’è altro posto più titolato a chiedere un’Europa capace di giocare un ruolo di garante della trasformazione positiva dei conflitti internamente e globalmente», ha detto Marianella Sclavi, co-fondatrice del Mean, ex docente universitaria al Politecnico di Milano specializzata in gestione dei conflitti. 

La carovana di oltre sessanta attivisti del Mean si è ritrovata a Cracovia. E da lì, attraversando a piedi la frontiera ucraina, ha raggiunto la capitale Kyjiv, dove i cittadini oggi provano a condurre una vita normale tra le sirene e le telefonate dei parenti che combattono sul fronte orientale.

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